Arte in tivù: Franco Simongini

  • La poltrona è un ricordo infantile?
  • No, nessun ricordo. È una poltrona che ho messo là perché sta bene. Meglio guardare che cercare significati. La pittura è contemplazione!

I protagonisti di questo scambio di battute sono Franco Simongini e Giorgio De Chirico durante un’intervista in Come nasce un opera d’arte, storico programma degli anni ‘70, che qualcuno ricorderà con un po’ di nostalgia. Sicuramente saprete chi è De Chirico ma in pochi conosceranno l’eccezionale  figura di Simongini che merita di essere ricordato come uno tra i maggiori documentaristi d’arte del ‘900.  Giornalista, regista, critico e autore di diversi programmi di divulgazione artistica realizzati per la Rai tra gli anni ’70 e ‘80, Franco Simongini (1932-1994) è stato in grado di adottare un metodo narrativo unico, incentrato non solo sulle opere ma anche e soprattutto sugli artisti, svelandone la loro umanità e personalità.

Significativo in questo senso è proprio Come nasce un opera d’arte, un documentario prezioso in cui le telecamere entrano direttamente negli studi degli artisti, riprendendoli nell’atto della creazione.  La cinepresa scruta ed entra nell’animo dei protagonisti raccontando, anche attraverso semplici gesti, quali sono le dinamiche sottese alla realizzazione dei capolavori dell’arte. Il conduttore nel frattempo li interroga seguendoli lungo tutte le magiche ed effimere fasi di esecuzione. 

Così accade anche nella puntata dedicata all’istrionico De Chirico in cui Simongini riesce ad ottenere un’ intervista sincera e profonda. Il Maestro si trova nel suo atelier, impegnato nella realizzazione dell’opera intitolata Sole sul cavalletto (1973), sotto le attente telecamere del grande regista. All’inizio della seconda giornata di riprese, il lavoro appare più avanzato rispetto alla sera prima e così , con bonario tono di rimprovero, Franco Simongini si rivolge a De Chirico:

  • “Maestro, qui vedo che il lavoro è andato avanti rispetto a ieri! Ci aveva promesso di fare tutto davanti alle telecamere!”
  • “Ho dormito poco! C’è stato un demone che mi tormentava…”

Sotto l’apparente personalità burbera e introversa dell’artista scopriamo un De Chirico affabile, ironico e anche particolarmente scaramantico, con una catena di cornetti e altri talismani allacciata ai pantaloni. Simongini lo stuzzica e mentre lo scambio di battute procede, le mani creano sotto i nostri occhi, facendoci sentire quasi complici indiretti di un inedito spettacolo, testimoni di qualcosa di unico: la nascita dell’opera.

L’atmosfera si fa ancora più familiare nella puntata dedicata a Giacomo Manzù, grazie alla presenza del figlio dell’artista. Lo scultore, infatti, entra nel suo atelier insieme a Mileto di 8 anni e inizia ad abbozzarne il ritratto. Il silenzio viene rotto unicamente dalle numerose domande del bambino che, incuriosito e affascinato dal lavoro del padre,  gli propone anche uno scambio di ruoli: “Papà quando posso fartelo io il ritratto?”. L’accattivante ambientazione e il maestro mostrato nella sua quotidianità contribuiscono non solo ad abbreviare la distanza tra noi e l’artista ma anche a mostrarci il gesto creativo nella sua essenzialità, chiarendo meglio di ogni parola il suo senso più autentico.

La complicità creata anche nelle successive puntate con Marini, Gentilini, Vespignani e Guttuso  permette di raccontare gli artisti prepotentemente con la loro personalità prima ancora che con la loro arte. L’artista e il processo che porta alla realizzazione dell’opera sono i protagonisti assoluti, senza pose e senza filtri e tutti gli elementi acquistano un valore più profondo, reale e comprensibile. Grazie a questa trasmissione, così come altre (Ritratto d’autore e Artisti d’oggi, solo per citarne alcune) Simongini è riuscito a rendere l’arte contemporanea protagonista della tv degli anni ’70-‘80, lasciando anche preziose testimonianze sul lavoro di importanti artisti della seconda metà del ‘900. Ancora oggi i suoi documentari conservano  intatta la loro bellezza e alcune puntate sono fortunatamente visionabili sul sito della Rai. Possiamo ricordare Simongini come colui che ha raccontato l’arte in tv svelandone aspetti inattesi e spesso straordinari ma quanto resta della sua eredità?

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