CALL FOR ARTIST

 FUCO torna a ronzare su termini dibattuti del contemporaneo, esplorando il tema del Flusso, scelto nella sua ambivalenza tra il concreto ed il teorico. Il termine flusso deriva dal latino fluere, cioè “scorrere”, ed è proprio sul movimento continuo, sulla poliedricità delle sue forme e sull’impulso creativo che verterà la seconda edizione del festival RONZII – Arte in Subbuglio.

Il Festival della durata di due giorni, 15 e 16 novembre 2018, sarà ospitato dall’ex Cinema Lumiere di Pisa, il più antico cinema d’Italia. 

Così come non c’è uomo senza confine, non c’è natura o società senza flusso. Cercheremo di valicare il limite delle separazioni tra le arti, della paura dei conflitti determinati dall’agire umano per divenire parte di quel flusso di materia di uomini e di idee.
Il tema è connaturato alla storia della città stessa, da secoli aperta a un flusso costante di artisti, studiosi e turisti, un vero e proprio crocevia in continuo mutamento, luogo di incontri e passaggi; sulla scia di questa tradizione, vogliamo mantenere viva un’arte che non sia sul filo delle classificazioni, che esplori linguaggi nuovi, che sottolinei l’importanza della mutevolezza.
Il festival presenterà una serie di eventi tra spettacoli, performance, mostre, installazioni e proiezioni. Gli artisti coinvolti saranno chiamati ad esprimersi su alcune declinazioni del tema principale del festival, come la società liquida, i concetti di cambiamento e movimento, l’identità, la dissolvenza, in un momento in cui le idee sono improvvisamente così precise e contrapposte.

In particolare l’attività teatrale sará associata all’idea del flusso corporeo: come dice Platone “Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio.”

La mostra che sarà allestita dovrà accogliere in sé, attraverso le opere esposte, il concetto della già citata società liquida e a tal proposito ci serviamo di una citazione di Zygmunt Bauman: “Nella nostra epoca il mondo intorno a noi è tagliuzzato in frammenti scarsamente coordinati, mentre le nostre vite individuali sono frammentate in una successione di episodi mal collegati fra loro.” Ci troviamo qui di fronte alla necessità di utilizzare il flusso come l’unico mezzo che possa sopperire alla crisi della società odierna unicamente concentrata sul singolo, flusso inteso anche come cambiamento e considerato ad oggi l’unica cosa permanente.

Per quanto riguarda le installazioni, esse rimanderanno necessariamente al flusso nella sua declinazione associata al concetto di movimento e conseguentemente di energia, così come dice Osho Rajneesh: “L’energia è sempre in movimento verso l’esterno o verso l’interno. Non può mai restare ferma: se fosse ferma non sarebbe energia, ma non esiste nulla che non sia energia. Quindi, tutto si sta muovendo in qualche modo.”

Le attività legate alla videoarte e ai cortometraggi dovranno essere associate all’idea di identità e a tal proposito scrive Bauman: “L’idea di «identità» è nata […] per colmare il divario tra «ciò che dovrebbe essere» e «ciò che è», ed elevare la realtà ai parametri fissati dall’idea”. Ma come si decidono queste idee?

Per questo motivo abbiamo deciso di concentrarci sul movimento, inteso come ricerca costante, evitando la fissità della forma: poichè ciò che si muove è energia, è flusso vitale. L’arte funge qui da resistore, conduttore,  pellicola fotosensibile,  tela che anche solo per un attimo cerca di filtrare, fotografare e catturare  il continuo divenire.
Gli unici confini di questo evento sono dati dai limiti delle nostre percezioni,  determinati da quanto riusciamo a spingerci in avanti nel flusso con la nostra volontà di comprendere e partecipare.

 

 

L’evento si inserisce all’interno delle attività promosse dall’Università di Pisa ed è finanziato con i contributi per le attività studentesche dell’anno 2018.

 

 

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