Parco di Inhotim

Eccoci giunti all’ultimo appuntamento con “il giro del mondo in quattordici parchi d’arte”! Per l’occasione Fuco ha deciso di portarvi in una delle nazioni più colorate (non a caso patria del carnevale più famoso del mondo) e scatenate a ritmo di danza, il Brasile! Qui si trova l’Institute Inhotim (che si pronuncia Inocim) and Botanical Garden, nei pressi della località di Brumadinho. Esso sorge in un luogo piuttosto lontano dalla civiltà, completamente immerso nella natura: si tratta di un centro per l’arte contemporanea e, allo stesso tempo, di un parco botanico. I lavori di inizio del progetto risalgono al 1997 e l’opera completa con conseguente inaugurazione si è avuta nell’ottobre del 2000. Stiamo parlando di un’istituzione fortemente voluta dal suo fondatore, l’imprenditore e collezionista appassionato d’arte Bernardo Paz: è uno dei personaggi più influenti all’interno dell’intera nazione, eccentrico quanto basta, rimasto “vittima” recentemente del dio denaro.
Pochi mesi fa infatti è stato condannato a nove anni di reclusione per aver utilizzato fondi destinati proprio al Parco di Inhotim altresì per attività legate alle sue aziende. In ogni caso si è impegnato fortemente nella realizzazione di questo enorme spazio espositivo di circa centodieci ettari, circondato da una vasta flora e popolato da installazioni d’arte contemporanea e padiglioni architettonici adibiti a gallerie espositive. Le opere sono state create da più di cento artisti brasiliani e internazionali, a partire dagli anni ’60 del XX secolo a oggi. Tra questi l’italiano Giuseppe Penone con la sua Elevazione degli anni 2000-2001, un albero per l’appunto sopraelevato attraverso l’uso di una struttura in metallo e bronzo; Hélio Oiticica, artista brasiliano che ha dato il suo contributo al parco attraverso la sua opera del 1977 Invenção da cor, Penetrável Magic square # 5, De luxe, in metallo e vetro.
Si tratta di una delle opere più note all’interno del parco, in particolare grazie ai suoi colori sgargianti che risaltano nel verde brillante della vegetazione. Tra gli spazi espositivi, ve ne sono quattro meritevoli di particolare attenzione: Lago, Fonte, Praça e Mata. Questi ultimi, specie per il loro lato esterno, sono concepiti per poter ospitare qualsiasi tipo di media artistico. Per quanto riguarda invece il resto dei padiglioni, essi sono adibiti semplicemente a contenere le opere site-specific degli artisti di più ampia fama. Un buon compromesso tra arte e architettura con cui si interrompe il nostro viaggio, ma chissà che non torniamo con qualche novità? Continuate a seguire i nostri… Ronzii!

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