Arte in tivù: il primo giorno della televisione italiana

“La Rai, Radiotelevisione Italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive. Le maggiori trasmissioni dell’odierno programma sono:

Ore 11:00 – Telecronaca dirette delle cerimonie d’inaugurazione degli Studi di Milano e dei trasmettitori di Torino e Roma

Ore 15:45 – Pomeriggio sportivo

Ore 17:30 – Le miserie del Signor Travet. Film diretto da Mario Soldati

Ore 19:00 – Le avventura dell’arte – Giovanni Battista Tiepolo

Ore 20:30 – L’Osteria della posta, commedia di Carlo Goldoni

Ore 22:00 – Spettacolo di musica leggera

Signore e signori buon divertimento.”

Fulvia Colombo

È il 3 gennaio 1954 quando la giovane annunciatrice Fulvia Colombo, comunica il programma delle trasmissioni previste per il primo giorno della storia della tv italiana.
Sono ancora poche le famiglie che possono permettersi un apparecchio televisivo del costo proibitivo di 215.000 lire (circa quattro volte lo stipendio di un impiegato), tanto che quel giorno gli abbonati sono appena novanta. Sono invece molti di più quelli che ne sentono parlare tramite la radio, che raggiunge oltre 5 milioni di famiglie.
La relativa naturalezza con cui la società italiana approva il nuovo mezzo ne determina la sua ascesa, superando ben presto la radio per popolarità. Già alla fine del 1954 gli abbonati diventano 88 mila e 10 anni dopo, nel 1964, le famiglie dotate di un televisore sono più di 5 milioni. Un successo straordinario!
In questi primi anni la letteratura, la musica e soprattutto l’arte occupano una parte rilevante della programmazione, nati allo scopo di emancipare i telespettatori dall’analfabetismo e favorire l’unificazione italiana. Infatti, proprio il 3 gennaio 1954, nella sua giornata inaugurale, fra musica leggera, domenica sportiva e teatro goldoniano, la Rai trasmette anche un documentario su Giambattista Tiepolo, a cura dello storico dell’arte Antonio Morassi, in una rubrica intitolata Le avventure dell’arte. Si tratta del primo programma interamente dedicato al sapere artistico, con l’obiettivo di avvicinare i telespettatori all’attività di noti pittori italiani attraverso la loro vita e le loro opere.
La nascita della televisione italiana avviene, dunque, sotto il segno della cultura, diventando un elemento imprescindibile per la Rai. Come potrete immaginare, l’aspetto visivo pone un gran numero di problemi, in quanto il bianco e nero delle immagini dei primi televisori crea non poche difficoltà nella lettura delle opere d’arte, vanificando qualsiasi discorso sulla dialettica dei colori. Ciò nonostante si nota fin da subito un notevole incremento nella produzione di programmi dedicati alla divulgazione artistica, come Caccia al quadro (1960), Avventure di capolavori (1959-1962) Almanacco di arte, scienza e varia umanità (1963-1965) e L’Approdo (1963-1972).
Sono passati oltre sessant’anni da quei primi esempi di divulgazione e da allora la programmazione culturale è andata via via scemando per dare spazio a trasmissioni di effimero intrattenimento, fino ad arrivare ad una situazione in cui il racconto artistico in tv risulta quasi nullo, se non in rare e lodevoli eccezioni in tempi più recenti.
Ad oggi le trasmissioni dedicate al sapere artistico trovano spazio in fasce orarie marginali o in appositi canali tematici. Eppure il recente successo di Alberto Angela con Meraviglie. La Penisola dei Tesori dovrebbe dimostrare quanto il pubblico in realtà ricerchi anche una programmazione culturale e soprattutto di qualità!

Secondo voi quali programmi meriterebbero la prima serata o quale trasmissione del passato la televisione di oggi potrebbe rimpiangere?

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