Austrian Sculpture Park

Questa settimana ci spostiamo in Austria, con un’idea di parco che nasce da Emil Breisach, scrittore originario proprio di questo Paese. Egli sosteneva l’importanza di creare un legame tra arte e spettatore non solo all’interno dei musei, ma anche in spazi pubblici all’aperto. Si è cercato quindi un luogo dove ciò potesse avvenire, e la scelta è ricaduta su una distesa di sette ettari curata dall’architetto paesaggista Dieter Kienast, a qualche chilometro a sud della città di Graz.
A partire dal 2000 il progetto dell’Austrian Sculpture Park ha preso forma in modo concreto grazie al lavoro di Nikolaus Breisach, Hermann Eisenköck e Ralph Schilcher. Nel 2003 si è partiti con la fondazione, grazie alla collaborazione tra Christa Steinle e l’artista Peter Weibel. Come ormai abbiamo imparato accada per la maggior parte dei parchi di sculture, queste ultime anche in questo caso si adattano al variare delle stagioni e al crescere della vegetazione: non a caso il giardino è stato creato dalla mano dell’uomo, ma poi lasciato pressoché libero.
Il parco ospita più di sessanta opere realizzate da molti artisti diversi, tra cui: Erwin Wurm con Bunker del 1987 e Auto grassa “Fat car” degli anni 2000-2001, un’auto dalle forme burrose racchiusa all’interno di una grande teca in vetro e metallo, posizionata in un prato; Fritz Wotruba con la sua Grande figura per Lucerna (1966-1967), una scultura in bronzo nascosta tra la vegetazione che all’apparenza rimanda a una figura umana, ma che in realtà rappresenta una nuova entità; Peter Weibel (come già detto uno dei fondatori) con Il mondo come una valigia del 2004, un’opera sorprendente per le sue grandi dimensioni e anche per il soggetto: una maniglia posizionata direttamente sul prato, a significare come il nostro pianeta sia un’enorme valigia piena di meraviglie.
Tutte le opere presenti sembrano essere in forte connessione con l’ambiente circostante, sono site-specific nel senso più completo del termine e questo non può che rendere l’Austrian Sculpture Park ancora più straordinario agli occhi anche dello spettatore meno esperto. Non è forse tra i parchi più conosciuti, ma questo gioiello dell’arte contemporanea merita senza dubbio alcuno di diventarlo!

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