Il Giardino di Daniel Spoerri

Tra le colline toscane, a Seggiano (GR), si trova il Giardino di Daniel Spoerri: parco di sculture esteso per circa 17 ettari e ospitante 114 opere di 56 artisti diversi. La sua realizzazione inizia a partire dal 1991, per poi giungere all’apertura nel 1997, in concomitanza con la nascita della Fondazione “Hic Terminus Haeret”.

La maggior parte delle opere presenti sono state realizzate proprio da Spoerri, artista facente parte della corrente del Nouveau Réalisme e nato in Romania nel 1930. Noto specialmente per la sua passione per il cibo e per l’arte, all’interno del suo Giardino riproduce infatti alcuni dei suoi famosi quadri-trappola, ma in una veste differente: in bronzo anziché con resti di cibo veri e propri. Proprio questo materiale è il più utilizzato per le varie opere presenti all’interno del parco, grazie alla sua buona capacità di resistere alle intemperie e all’inesorabile scorrere del tempo. Una delle caratteristiche del Giardino è quella di rivolgere una particolare attenzione al visitatore, che si nota in primis dall’aspetto ludico del parco, improntato su una specie di caccia alle opere che si trovano al suo interno e dimostrato da sculture come Nano da giardino schiacciato di Juliane Kühn, riproducente la silhouette di un simpatico nanetto colorato, completamente acciaccato sul prato, riconoscibile solo per il caratteristico cappellino rosso a punta che spicca nella sua integrità.

 

A questo proposito Spoerri dice:

Un principio regola questo luogo. Consiste nel fatto che l’arte non debba imporvisi prepotentemente, anzi che, come spesso succede, vi si nasconda. È questa l’idea fondamentale su cui è costruito il parco. Le opere vanno cercate, talvolta ci sorprendono, e così la natura ha tutta la sua libertà e questo giova anche all’arte.

 

Anche la presenza di installazioni che coinvolgono in maniera diretta il pubblico contribuisce a far sì che quest’ultimo si senta parte integrante del luogo, come accade ad esempio nel caso di Penetrabile sonoro dell’artista venezuelano Jesus Rafael Soto: una struttura in ferro da cui pendono dei tubi in alluminio di dimensioni differenti, i quali tutti insieme possono essere attraversati dal visitatore che così facendo produrrà, solo usando il suo corpo, tanti suoni diversi.
Spoerri, strutturando in tal modo il suo Giardino, dimostra di essere particolarmente affezionato anche a un pubblico non necessariamente esperto di arte contemporanea che giunge al parco semplicemente attirato dalla bellezza della natura, protagonista indiscussa.

L’intento è quello di fare in modo che l’arte di stampo contemporaneo raggiunga la fetta di pubblico più grande possibile magari anche tra le fila delle personalità meno conoscitrici della materia.
Complici quindi la natura, gli alberi, le numerose farfalle, il vento nei capelli, i panorami sulla campagna toscana e la sensazione di poter staccare la spina dal resto del mondo per qualche ora, il pubblico si sente vicino alle opere esposte. I visitatori possono toccarle, fotografarle, ammirarle in un contesto anomalo rispetto al campo dell’arte contemporanea, ma allo stesso tempo estremamente efficace nel togliere qualsiasi imbarazzo che invece spesso si riscontra all’interno dei vari contesti museali e di galleria. Il Giardino di Daniel Spoerri (nonostante la sua posizione complessa perché totalmente ignorata dalla presenza di mezzi pubblici) merita perciò certamente una visita, magari in una bella giornata di sole primaverile da coronare con una buona dose di ottima arte dei giorni nostri.

 

 

 

Articolo di Alice Velasco

 

 

 

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