Terra di Rosa

Rosa che cantava la terra. Rosa che suo padre le diceva sempre: “i fimmini non cantunu, cantunu sulu i buttani!” Rosa che la sua terra, un giorno, l’ha dovuta lasciare. Rosa tradita, da quella stessa terra. Rosa tra fame e violenza. Rosa tra dolori e abusi. Rosa disperata. Rosa grido di speranza. Rosa di ieri. Rosa di oggi.

Nel 2018 FUCO – Fucina Contemporanea si è trasformato ufficialmente da collettivo in Associazione Culturale. È grazie a questa trasformazione che abbiamo deciso di partecipare ai bandi per attività culturali dell’Università di Pisa, presentando diversi progetti.

Uno di questi è Terra di Rosa, opera teatrale dedicata alla cantautrice siciliana Rosa Balistreri, che abbiamo fortemente voluto, contattando la sua autrice e interprete Tiziana Francesca Vaccaro. Uno spettacolo dedicato a una donna forte e orgogliosa, che negli anni ’70 cominciò a cantare per urlare ciò che pensava. Cantava nei campi, in mezzo alla terra, tra i raccolti e le stagioni, mentre suo padre le diceva: smettila cu stu cantu, i fimmini non cantunu, cantunu sulu i buttani!
Rosa cantava di liberazione e rivoluzione, un canto che era il racconto di una società culturalmente sorda e chiusa.

Tiziana impara le canzoni di Rosa da bambina, quando la nonna le cantava le ninne nanne in dialetto per farla addormentare. Ma la voce di Rosa la conosce per caso, un giorno, da adulta, qualche mese prima di lasciare la Sicilia e la sua città, Catania.
Una voce profonda, dura e aspra, dolce e commovente.
Una voce che rimane nei pensieri di Tiziana, che una volta andata via dalla sua terra, comincia a cercare qualcosa e a scavare dentro di sé e dentro la vita di Rosa.

terra di rosa

Non so bene cosa cercassi, forse cercavo semplicemente la terra. L’ho trovata, e non solo quella. Ho trovato il canto, canto come urlo, urlo come quello dei commercianti al mercato. Ma più di tutto ho trovato la vita, un attaccamento forte alla vita, uno spezzarsi e ricostruirsi sempre, al di là di qualsiasi terra. Ho scoperto una storia universale, una storia che non è solo di Rosa, ma di tutte le donne e di tutti gli esseri umani, di ieri e di oggi. E ho cominciato a raccontarla questa storia, in diverse forme (recital, spettacolo di narrazione, cunto, ecc.), in diversi tempi e in spazi insoliti, non canonicamente teatrali: case private, cantine, circoli arci, associazioni culturali, cooperative, centri sociali, centri occupati, centri per rifugiati di Milano hanno aperto le loro porte alla storia di Rosa Balistreri.

Per portare in scena la storia di Rosa, dobbiamo vincere il bando dell’Università di Pisa e per questo abbiamo bisogno delle firme di studenti regolarmente iscritti all’Università di Pisa.
Lo spettacolo sarà a ingresso libero. Potete firmare collegandovi all’indirizzo:
http://attivitastudentesche.adm.unipi.it  utilizzando le credenziali personali necessarie per l’accesso al portale Alice e selezionando:
-categoria: Attività teatrali, performance
-attività a cui si vuole aderire: Spettacolo teatrale su Rosa… (Rif. 1770) – Associazione FUCO -Fucina Contemporanea.

Crediamo nell’importanza di portare questo spettacolo a Pisa, città che si contraddistingue per la presenza di numerosi laboratori e gruppi teatrali, città di culture che si intrecciano, crocevia di storie e di persone, che da nord a sud qui si incontrano con il proprio vissuto ed esperienze diverse.

Grazie a Tiziana Francesca Vaccaro per aver subito aderito a questo progetto con entusiasmo e passione. Adesso abbiamo bisogno anche del vostro aiuto per vincere il bando, vi chiediamo di firmare e far firmare i vostri amici e colleghi di università.
Portiamo Rosa a Pisa, perché la sua voce continui ad urlare e ribellarsi.

Photo credits: Simone Boiocchi

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